Valerihana: La storia di tre giovani italiani in Svezia

A volte capita che una persona, oppure un gruppo di persone, crei qualcosa guidata da una passione; la crea, la sviluppa e poi la vita gli dice “no! Non puoi più farlo, per questa o quell’altra ragione”.

Quando succede, molti prendono quella loro creazione, la ridimensionano, se non proprio la eliminano, e fanno quello che gli eventi lo costringono a fare.

Ecco questo fortunatamente non succede sempre, e oggi parliamo proprio di tre ragazzi che, alimentati dalla passione della musica, formano una band musicale, i Valerihana, e che poi si trovano, per varie vicissitudini, divisi in tutta Europa. Loro però la loro passione l’hanno portata con se, anche quando sembrava quasi impossibile coltivarla e farla crescere.

I Valerihana sono una band formata da tre ragazzi di Caposele, una cittadina nella zona dell’Irpinia, Gerardo Monteverde ed i due fratelli Pasquale e Sandro Russomanno. Come molti sanno, l’Irpinia subì un terribile sisma nel 1980, dopo questo evento disastroso molte persone dovettero abitare temporaneamente nei prefabbricati che vennero costruiti nel periodo post terremoto.

Fortunatamente le persone che abitavano questi rifugi per sfollati tornarono a vivere in nuove case, vere case. I tre ragazzi, nati nella generazione post terremoto trovarono in questi prefabbricati il loro posto dove provare, tanto che hanno battezzato il loro genere Prefab rock.

Come quasi sempre accade inizialmente la band nasce e cresce suonando pezzi di altri cantanti più famosi, ben presto però, arriva il momento in cui la formazione prende la via del cantautorato ed iniziano a suonare pezzi propri.

La vita, come già detto, prende delle vie inaspettate, per tutti, e i tre ragazzi si trovano divisi tra Polonia, Svezia ed Italia. Come detto nell’introduzione la cosa che più comunemente succede in queste situazione è che si smetta di fare quello che si stava facendo e si cominci una nuova vita ma, i Valerihana continuarono ad esistere e a sfornare nuove canzoni, certo non potendo più farlo dal vivo, iniziarono ad ingegnarsi, così crearono canzoni “per corrispondenza”, via Skype, o spedendosi le parti di canzone via mail. Questo processo dà vita al loro primo album: “Out of Regulation”.

Ora i Valerihana si trovano tutti e tre a Stoccolma, qui hanno trovato la loro dimensione, e quella libertà di poter esprimere le loro canzoni, non per forza in lingua italiana. La loro musica si può definire grunge rock, ma portano anche una melodia tutta italiana figlia dell’eredità melodica nostrana di cantautori come Bruno Lauzi, De Gregori, Battisti ed altri. Scherzando, neanche troppo, dicono che chi ama il  metal li definisce pop e chi ama pop li definisce metal

Questi tre ragazzi fanno parte della realtà di giovani Italiani che  appartiene alla nuova migrazione in Svezia e che porta con se, esattamente come fecero i nostri predecessori, molti aspetti della cultura italiana.

Insieme a queste persone che lasciano l’Italia ci sono passioni e storie che meritano di essere ascoltate, non per sovrascrivere quelle delle persone che vennero in Svezia prima, in passato, ma per completare questo enorme puzzle che raccoglie le esperienze e testimonia l’esistenza di una Italia al di fuori dei confini geografici, di una Italia come filosofia e stile di vita.

Valerio De Paolis