Roberto Riva, il nuovo direttore de “Il Lavoratore” si presenta ai lettori

Cari concittadini… (— No, così è troppo istituzionale)

Cari italiani! (— Eh, che è? Il ventennio! Abbassa i toni)

Cari amici… (— Oh, ma chi ti conosce!)

Cari lettori… (— Ma se ormai gli italiani non leggono più… comunque va bene. Cari lettori sia!)

È il nuovo direttore che vi scrive. Se vi sembro un po’ indeciso è solo perché sono un giovane (— Ah, ah, ah! Questa è bella) a cui piace mettersi sempre in dubbio, in discussione e in gioco. Sono una persona a cui piace anche porsi domande. A volte trovo la risposta, spesso purtroppo no.

Sono infatti tutte le domande che mi hanno portato, un po’ alla volta, dalla provincia di Udine in Italia a Stoccolma in Svezia. (— Quali sono i misteri della mente umana?) Per cercare di rispondere ho studiato Psicologia a Trieste. (— Come funziona il cervello sotto stress?) Così ho preso un dottorato in Psicologia alla Stockholms Universitet. (— Come posso aiutare le persone che stanno male?) E allora ho iniziato il mio attuale lavoro di psicologo clinico a Stoccolma.

(— Come posso dare ancora più fastidio alla gente?) Per questo mi sono buttato sulla cultura. Sono un appassionato di cultura in tutte le sue forme. Amo il teatro (— L’ho detto che sono presidente e attore nei “Varför inte”, il primo gruppo teatrale italiano a Stoccolma?), la letteratura (— Mi piace leggere, ma ancor di più scrivere… sono proprio un italiano!), la musica (— Meglio però che non mi sentiate cantare), l’arte (— i miei figli sanno disegnare meglio di me), il cinema (— So a memoria tutte le battute dei film cult degli anni ’80 e ’90) e tutta quell’altra robaccia bella che l’umanità è stata in grado di creare.

Spero di trasmettervi questo mio amore per la cultura coinvolgendo sempre più lettori e, grazie all’aiuto della redazione, presentarvi contenuti interessanti che facciano sorridere, riflettere e magari ogni tanto anche un po’ prendere fiato e rilassarsi perché anche quello è importante nella vita e perché, tra mille impegni e stimoli della vita quotidiana, ormai ci siamo dimenticati come si fa.

Roberto Riva