Paralimpiadi Tokyo 2020. Uno sguardo dopo la conclusione

Continuano le imprese dei rappresentanti italiani nelle competizioni internazionali. Come di consueto, poco dopo la conclusione dei giochi olimpici cominciano, con purtroppo poco eco rispetto a quello che meriterebbe, le paralimpiadi. Citando la pagina Wikipedia a riguardo, le paralimpiadi sono ”…l’equivalente dei giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come Olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nel 1960 a Roma.”

Guarda caso, l’inizio di questa competizione, simbolo dell’inclusività e della resilienza estrema, prese il via in Italia, mentre la sua prima edizione invernale, si fece in Svezia durante il 1976.

Tutto nacque qualche anno prima, quando Guttman, un medico, creò una competizione sportiva per i sopravvissuti della seconda guerra mondiale che aveva in cura. Era il 1948. Cinque anni più tardi a questa competizione venne a partecipare anche una delegazione olandese e divenne, di conseguenza internazionale.

Alla fine degli anni ´50 del secolo scorso, un medico italiano, tale Antonio Maglio, propose ed ottenne di far disputare tale competizione a Roma nel 1960, cogliendo l’occasione di accostarlo ai giochi olimpici che si sarebbero disputati nella capitale. Da lì iniziò la storia delle paralimpiadi.

Da pochi giorni sono finiti i giochi paralimpiaci di Tokyo 2020, gli atleti italiani hanno totalizzato un punteggio di 69 medagli: 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi portando la bandiera italiana al nono posto in classifica. Al primo posto c’è la Cina con 207 medaglie, in totale, la Svezia si è collocata 50esima con 8 medaglie totali.

I giochi paralimpici, meritano di avere lo stesso seguito di quelli olimpici, lo spirito sportivo, la forza di volontà ed i risultati non hanno nulla da invidiare alla sua controparte olimpionica.

Ancora una volta l’Italia dimostra di esserci e stare nelle prime dieci classificate.

Uno qualunque

Foto di HANSUAN FABREGAS da Pixabay