Natale: una festa che unisce


Questa è la festa della Famiglia, che tu sia cattolico o buddista, ebreo o musulmano, zoroastriano o ateo, Natale è famiglia.

E per noi, espatriati italiani, ancora di più, il Natale è da sempre l’occasione per stare con la famiglia, con i propri cari.


E poco importa che la famiglia non sia quella del Mulino Bianco, che si finirà con l’intavolare accese discussioni sulla politica, sull’economia o anche  sulla gestione dei figli, che molti genitori lamenteranno ancora una volta che siete lontani, che non vivono i nipoti e che vi vorrebbero più vicini, sarà comunque un altro Natale da ricordare.

Noi italiani saremo divisi solo dalle abitudini e dagli usi e costumi diversi.

Al sud la grande cena della vigilia, al nord il pranzo del 25.

C’è chi aspetterà Babbo Natale e chi Gesu Bambino e tutti noi rivivremo negli occhi di figli o nipoti l’attesa per i regali, la promessa, la speranza.

E poco importa che lo scambio dei regali sia la commercializzazione di una festa religiosa, della nascita del figlio di Dio (per chi è credente): tutti aspetteremo il nostro regalo e lo apriremo con gioia, nella confusione e nel disordine e nel vociare della famiglia.

E poco importa che anche quest’anno riceverete un regalo inappropriato, un libro di ricette a voi che odiate cucinare, un abbonamento Sky a voi che odiate il calcio, un maglioncino rosa a voi che odiate i colori pastello! L’allegria basterà e … l’arte del riciclo regali rimedierà gli errori!

E anche chi non c’è più, sarà comunque presente, nei ricordi dei Natali passati e anche se con un velo di tristezza, riusciremo a festeggiare e a gioire della famiglia.

A voi tutti il mio augurio personale e quello della intera redazione del giornale,
perché questo sia  un BUON Natale, che possiate viverlo con i vostri cari (magari anche solo via Skype) e che sia un altro bel Natale da ricordare.

A tutti voi, alle vostre famiglie

Auguri!

Marilinda Landonio
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