Le vacanze in stile svedese

Vacanze è una parola magica che piace a tutti a qualsiasi latitudine.

Ma il termine vacanze può avere tante angolazioni.

Per esempio ci possono essere vacanze avventurose con scalata doppia del Mont Ventoux in Provence sotto il sole d’agosto, giri in mountain bike, surf sulle onde a Bali, oppure vacanze pacifiche al mare nella pensione della riviera spesso romagnola o in montagna con moderate camminate pretendendo di andare sulle ferrate con scarpe da ginnastica.

E poi le mitiche vacanze al paese con incontri di decine tra zie, zii e cugini ed epiche mangiate cui non ci si può rifiutare.

Ma questo é lo stereotipo delle vacanze italiane. Ma cosa rappresentano le vacanze estive per gli svedesi?

Rappresentano ATTIVITÀ! Rappresentano LAVORO

Certo non il lavoro usuale degli altri undici mesi dell’anno, ma un lavoro di “riposo”.

La domanda classica che si fa a Midsommar tra amici parlando delle vacanze imminenti é: “Cosa farai”? E non “Dove andrai”?.

Naturalmente anche gli svedesi viaggiano, ma preferiscono andare al Sud durante le buie settimane invernali. In estate la gente si sente confortevolmente bene in Svezia.

Bisogna sapere che molte famiglie hanno una “stuga” di legno rossa con finestre bianche in mezzo alla foresta o in riva ad un lago. Era la stuga dei nonni, poi l’hanno usata i genitori e ora è la loro.

Sono spesso stuga spartane senza toilette in casa e senza acqua durante l’inverno a causa del gelo. Accanto alla stuga troneggia una costruzione più piccola, la “utedass” cioè il gabinetto con il buco che ci riporta ai ricordi dei nostri avi.

Certo ora ci sono toilette molto più moderne chimiche o ad incenerimento, ma la utedass non si distrugge. Resta come un ricordo del tempo che fu.

Occorre pensare che la stuga di legno e il terreno che la circonda rimangono abbandonate per molti mesi e quindi occorre una manutenzione.

E qui lo svedese medio s’esalta. Ed i negozi di “fai da te” incrementano le vendite.

C’é da dire che specialmente in campagna non ci sono molti operai, i fantomatici fixare, che possono aiutare. E poi anche loro sono in vacanza a riparare le loro stuga.

Prima di tutto occorre restaurare quello che c’è.

Poi si può ampliare il giardino tagliando alberi che vengono trasformati in legna da ardere al camino della stuga che nessuno userà però, dato che la casa resterà chiusa in inverno.

Puoi riverniciare, allargare la veranda, costruire un nuovo ripostiglio per gli attrezzi.

E tagliare l’erba. E non dimentichiamo I fiori. Occorre piantarli e curarli.

Le “ragazze” sono indirizzate al giardinaggio ed alla cucina (a parte la griglia che è rigorosamente appannaggio dell’uomo) anche se non hanno il pollice verde e non ricordano le ricette ed i “ragazzi” ai lavori manuali anche se per tutto l’anno sono stati seduti davanti ad uno schermo.

I veri ragazzi, i giovani, sono gli unici che provano a divertirsi perché esentati dai lavori manuali (verrà il loro turno), possono godersi le spiagge del lago o le gite in barca.

Poi, quando i lavori sono finiti, è tempo di tornare a casa in città senza avere avuto il tempo di godere di quello che si è fatto durante le vacanze.

Occorrerà attendere undici mesi durante i quali si potrà pianificare con calma cosa fare durante le vacanze dell’anno successivo.

Massimo Apolloni

Foto di falco da Pixabay