ITALIANI IN SVEZIA NEI SECOLI – LORENZO ADAMI

Rubrica di Alberto Macchi

LORENZO ADAMI (Montelparo/Fermo 25.12.1630 – Fermo 26.11.1685). Conte e uomo d’armi, sceglie, fin da giovanissimo, la carriera militare. Nasce da una famiglia dell’alta borghesia della Marca Fermana che vanta lunghe tradizioni militari, con antenati illustri come il Cavalier Adami, che fu scrittore, matematico e Precettore di Galileo Galilei o come Francesco Adami, che fu Canonico della Cattedrale di Fermo, il quale aveva scritto, tra il 1590 e il 1591, un “Elogio alla Città di Fermo” e altre opere letterarie estremamente interessanti.

Lorenzo è il settimo dei diciotto figli di Bartolomeo Adami e Polinice Ruffo. Un suo fratello, Ottaviano, sarà un famoso uomo d’armi come lui; un secondo, Ignazio, sceglierà anche lui la vita militare e, trasferitosi a Stoccolma insieme a Lorenzo, diventerà Tenente delle Guardie di Caterina Regina di Svezia, ma sarà anche autore di opere letterarie quale “I Secoli delle Principesse dalla Bellezza Impareggiabile” e di almeno altri 14 scritti; un terzo, Annibale, entrerà a far parte della Compagnia di Gesù; un quarto, Luigi, sarà uno scrittore, autore di “Elogi di Varj Uomini Illustri”.

Nel 1657 Lorenzo entra a far parte della Squadra Ausiliaria Romana agli ordini del Priore Giovanni Bichi, Generale della Galere Pontificie e Cavaliere di Malta, inviata a rinforzo delle navi maltesi e veneziane di Lazzaro Mocenigo ed è nominato Capitano della nave da guerra di Papa Alessandro VIII denominata ‘La Corona d’Oro’. Partecipa in diverse azioni, come per la difesa della Fortezza di Creta nella Guerra di Candia, in altre battaglie navali contro l’Impero Ottomano presso lo Stretto dei Dardanelli.

Nel 1659 Lorenzo Adami entra – insieme ai medici Cesare Macchiati e Romolo Spezioli, anche loro marchigiani – per iniziativa del Cardinale Azzolino, al servizio di Cristina di Svezia diventando Capitano della Guardia Reale, nonché Guardia del Corpo della Regina a Roma, ossia Capitano della sua Guardia Svizzera; e l’anno seguente gli viene ordinato di andare in Svezia in servizio di scorta alla sovrana, ovvero aggregato al suo seguito, nell’inverno tra il 1660 e il 1661, assumendo anche l’incarico di ‘Gentiluomo di Camera’ e di ‘Inviato in Svezia’ del Cardinale Decio Azzolino, suo concittadino, figlio di sua zia Giulia Ruffo, sorella di sua madre, per cui suo cugino carnale. Questo perché la Regina Cristina deve tornare nel suo paese per salvaguardare i propri interessi economici messi a rischio a causa della conseguente nuova successione al trono, dopo la morte del Re Carlo X Gustavo.

L’olandese nativo di Antwerpen, Abraham Wuchters, pittore personale della regina, nel 1661 a Stoccolma lo ritrae ad olio su tela; il quadro è oggi conservato presso una collezione privata.

Qualche tempo dopo Lorenzo deve partecipare ad una seconda missione, sempre a Stoccolma; questa volta, però, per salvaguardare in Svezia gli interessi economici della Regina Cristina, dal momento che ella, di religione protestante, ha abdicato al trono per stabilirsi, una volta convertitasi al Cattolicesimo, a Roma.

Pertanto il Capitano Adami lascia l’Italia il 2 giugno dell’anno 1665, per recarsi prima ad Amburgo con lo scopo d’informarsi per conto della ex regina circa la situazione finanziaria custodita presso il banchiere Diego Teixeira Sampayo, che sta divenendo sempre più precaria.

Continua poi il suo viaggio per Stoccolma, dove arriva il 1º agosto 1665. Dalla capitale svedese scrive a suo cugino Azzolino lasciando intendere che la sovrana è una persona testarda e collerica che dà ascolto soltanto a lui, suo amato cardinale. Per svolgere egregiamente e per portare a termine l’incarico ricevuto dalla Regina Cristina deve trattenersi per ben due anni in Svezia, anche se il 5 settembre di quello stesso anno, dovrà invece andare a visitare le provincie tributarie ancora appartenenti alla ex sovrana, in quanto i cittadini di quelle zone, con il pagamento delle tasse, le devano garantire un’entrata annua di almeno 200.000 scudi svedesi.

Quindi deve recarsi anche se temporaneamente, prima a Norrköping, nella Pomerania Svedese e poi ad Arensburg per informarsi sulla situazione in Saaremaa – Ösel in lingua svedese – la più grande isola e Comune Rurale dell’Estonia, per tornare, poi, a Stoccolma il 28 novembre di quello stesso anno.

In quei due lunghi anni di permanenza a Stoccolma, Adami scrive di continuo sia alla Regina Cristina di Svezia che al Cardinale Decio Azzolino Junior. Di quest’ampio carteggio oggi restano conservate circa un centinaio di lettere.

Sebbene non dichiarato ufficialmente, comunque il vero scopo della sua missione, alla fine, è stato quello di prendere colà contatti politici in vista d’un successivo viaggio in Svezia previsto, della sovrana, che vuole assistere di persona alla riunione della prossima importante Dieta.

Nell’anno 1666 muore suo padre settantenne, lasciando sua madre vedova all’età di sessantadue anni; ed egli trovandosi così lontano dall’Italia non potrà assisterlo in punto di morte e neanche partecipare ai suoi funerali.

Nonostante i buoni risultati ottenuti nel riorganizzare il sistema fiscale e quindi nel riordinare le finanze di Cristina, quando nell’aprile del 1667 riceve una triste lettera a lui indirizzata da Roma da suo fratello Luigi – come risulta dalle “Lettere Memorabili” dell’Abate genovese Michele Giustiniani, pubblicate a Roma nel 1667 – nell’estate di quello stesso anno, sceglie di dimettersi: in quella lettera sono riportate alcune infami accuse e brutte voci circolanti sul suo conto, tra le persone al servizio della regina. Adami, fortemente rattristato e deluso, decide, allora, d’incontrare per l’ultima volta Cristina ad Amburgo nel gennaio 1668, per poi prendere congedo da lei e rientrare in Italia, senza mai più avere, con lei, alcun contatto.

A Lorenzo Adami viene restituito il suo servizio a Fermo dove torna volentieri anche se infelice per le passate vicende che, nel maggio 1668, lo hanno portato a dimettersi. Si sposa con Eufemia Cardinale Altocomando, una nobildonna, sua concittadina e, da questo matrimonio, nascono cinque figli.

Trascorre il resto della sua vita vivendo di rendita e senza alcun desiderio di tornare a lavorare da qualche parte.

Muore, appena cinquantenne, a Fermo il 26 novembre 1685, in grazia di Dio, dopo aver ricevuto i sacramenti e viene sepolto nella Chiesa di San Domenico. Nello stesso anno muore anche suo fratello Annibale di anni cinquantaquattro, autore di almeno nove opere letterarie tra Elogi e Prediche. L’epitaffio scolpito sulla lapide della sua tomba disposta dentro la cappella di famiglia, inizia con questi versi: “Ercipitur virens teclis Gusminus Adamis” … ovvero “È catturato in Cielo, Lorenzo Adami …”

Le centosette lettere di Lorenzo Adami dagli anni 1665-67 sono conservate nella Collezione Azzolino dentro gli Archivi Nazionali di Stoccolma. Queste sue lettere raccolgono, tra l’altro, importanti informazioni sulla Svezia dell’epoca, ma soprattutto esprimono – e confessano alla Regina Cristina Alessandra – le sue perplessità che prova ogni volta che deve recarsi a Stoccolma a causa delle difficoltà che incontra essendo egli cattolico, ospite invece nella capitale d’un paese di religione protestante.

Bibliografia: J. Arckenholtz, Historische Merkwuerdigkeiten die Koeniginn Christina von Schweden betreffend…, II, Leipzig und Amsterdam 1752; III, ibid. 1760; F. Vecchietti, Biblioteca Picena, I, Osimo 1790; G. Fracassetti, Di alcune lettere inedite di Cristina di Svezia, in ‘Il Saggiatore’, I, Roma 1844 (dove è una parte della corrispondenza dell’Adami con la Regina Cristina); F. F. Canoni, Gl’Italiani all’estero, I, 1, Città di Castello 1888; A. Guglielmotti, Storia della marina pontificia, VIII, Roma 1893; Christine de Suède et le Cardinal Azzolino. Lettres inédites, a cura del Barone De Bildt, Paris 1899; Vera Nigrisoli Wärnhjelm, Cristina di Svezia e Fermo, 2000.

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