Italiani in Svezia nei secoli: Paolo Moretti

PAOLO MORETTI (Medicina 3.1.1760 – Stoccolma 14.12.1804). Presbitero, missionario cattolico in Svezia. Nato da una modesta famiglia, completa, come anche suo fratello Pietro, i primi studi nella propria città natale. Quindi decide di trasferirsi nella vicina Bologna per intraprendere gli studi ecclesiastici e universitari. Sempre in questa città, nel 1784, consegue la laurea in Teologia e, ancora qui, diviene sacerdote.

Intanto, nel 1784 parte per Stoccolma un gruppo di missionari cattolici sotto la guida di Padre Nicolaus Oster, con il compito di riorganizzare la Chiesa Cattolica in una Svezia sempre più luterana.

Don Moretti giunge a Roma per approfondire gli studi ecclesiastici prima presso l’Accademia di Teologia tenuta dal Cardinal Giacinto Sigismondo Gerdil, poi, presso quella retta da Monsignor Francesco Antonio Marcucci dove, peraltro, debutta come conferenziere. Sempre a Roma frequenta corsi di esercizi spirituali ed esperimenta le sue prime prediche presso due conventi di monache, per proseguire quindi, nel 1789, a predicare nelle cittadine di Castelfranco e di Sanpietro d’Argile in Emilia-Romagna. Quindi si stabilisce a Bologna, dove ha l’opportunità di conoscere lo scrittore svedese, Ex-gesuita, Abate Lorenzo Ignazio Thiulen ivi, al momento, residente.

Con il cosiddetto Editto di Tolleranza, emanato da Re Gustavo III nel 1781, ai cattolici stranieri che decidono di trasferirsi in Svezia viene permesso di praticare totalmente la loro religione. Sfruttando questa occasione, Papa Pio VI, due anni più tardi, nomina l’Abbate francese Nicolaus Oster, primo Vicario Apostolico in Svezia, considerato il più autorevole ufficio episcopale istituito dopo la Riforma. Così Oster arriva a Stoccolma il 24 luglio del 1783 per costruire finalmente un solido Ministero Cattolico in Svezia. Tuttavia, molto presto, costui cade in disgrazia con il Re di Svezia Gustavo III per aver ammesso una donna protestante alla Chiesa Cattolica, cosa assolutamente proibita in questo paese. Durante un viaggio in Francia per raccogliere fondi per le attività in Svezia, Oster non si trova d’accordo con Roma, così è costretto a dimettersi immediatamente dall’incarico di Vicario Apostolico. Nel 1790 gli succede un tedesco, il Monaco Carmelitano Rafael d’Ossery, sacerdote a Stoccolma già dal 1784. D’Ossery resterà in carica fino al 1795.

Un grande desiderio di Don Paolo Moretti sarebbe quello di trasferirsi negli Stati Uniti d’America, possibilità, questa, concordata in un primo tempo con la Santa Congregazione di Propaganda, che però, per una serie di circostanze avverse, alla fine, non gli viene più accordata.

Succede, invece, che due anni più tardi, nel 1791, Papa Pio VI decide di inviarlo, nelle vesti di Missionario Apostolico, in Svezia; per cui, il 25 luglio, egli intraprende il lungo viaggio con destinazione Stoccolma, dopo aver ricevuto certe rassicurazioni dal suo amico Abate svedese Thiulen, la persona meglio informata sulla situazione politica e religiosa nel paese che lo dovrà ospitare. Quinti giunge a destinazione il 20 settembre di quello stesso anno, dopo ben 58 giorni di viaggio.

Padre Paolo, però, nella capitale svedese entra presto in conflitto con il Vicario Apostolico Rafael d’Ossery. I disaccordi fra di loro riguardano, in primo luogo, i metodi per evangelizzare gli svedesi, ma anche certe questioni organizzative e amministrative. Un altro importante dibattito controverso è sulla lingua con cui dovrebbero essere tenuti i sermoni, ossia se in italiano, in francese oppure in tedesco. Intanto, però, il numero di credenti in Svezia diminuisce notevolmente.

Quattro anni più tardi l’Abate svedese Lorenzo Ignazio Thiulen, essendo ancora in vigore nel suo paese l’Editto di Tolleranza seppur con qualche modifica, ora può tornare senza troppi rischi nella sua Stoccolma, dal momento che, per giunta, il suo amico Paolo Moretti, dal 1795 ha assunto la funzione di Vicario Apostolico di Svezia, anche se senza dignità episcopale. Nel 1796, esattamente duecento quattro anni dopo la morte del cattolico Giovanni III Vasa Re di Svezia, Moretti è il primo a riprendere appieno l’esercizio del Servizio Religioso Cattolico.

L’attività della Missione Cattolica in Svezia, comunque, decolla con difficoltà, tant’è che, trenta anni più tardi, tale verità si riscontrerà ancora nelle parole del Vicario Apostolico Jacob Studach giunto in Svezia nel 1833: “Nessuna chiesa, nessuna scuola, nessun insegnante, nessun libro di preghiere, nessun catechismo – solo una Congregazione in continua diminuzione e 26 bambini poveri da provvedere”.

Don Paolo, intanto, scrive in una lettera indirizzata a Don Giuseppe Gherardi: “Consolatevi con me che cinque figli di un cattolico, che erano stati dati al Luteranismo, nella scorsa settimana, toltone uno, che spero di poi verrà, gli altri sono stati riconsegnati al grembo di Santa Chiesa Cattolica”. In una seconda missiva, indirizzata a una sorella monaca a Bologna, malgrado che i cattolici censiti in tutto il paese siano appena trecento, osserva: “Tanto è l’afflusso della gente in Chiesa che quasi ogni festa sono obbligato a celebrare due volte la Santa Messa”. In un’altra lettera, spedita a suo fratello, dice invece: “Credo che in quest’anno farò qualche viaggio per la Svezia a trovare i cattolici dispersi nelle città. Il Natale scorso fui in Uppsala insieme con il Conte Jerzy Michał Cyriak Potocki, Ministro di Polonia, dove erano più di dugento anni che non s’era detta la Messa: fra due settimane debbo tornarci per alcuni giorni”.

Durante la permanenza di Moretti a Stoccolma, restano inascoltate alcune sue richieste; infatti egli deve recarsi tre volte a Roma per sollecitare alla Curia Romana alcuni finanziamenti, divenuti ormai necessari, per la missione; ma il suo più grande successo sarà quello d’aver convinto il Re di Svezia e di Finlandia Gustavo IV Adolfo a far pubblicare il Catechismo della Chiesa Cattolica con i fondi dello Stato.

L’Abate Paolo Moretti, determinato, così, più che mai, a reperire altri fondi per finanziare la missione cattolica in Svezia, nel 1796, lascia Stoccolma e si reca a Turku, per offrire in vendita alla Biblioteca dell’Accademia di quella città, l’opera, in 16 volumi, dal titolo “Raccolta di lettere pastorali del clero di Francia”, una preziosa opera, pubblicata a Fermo dalla Stamperia Pallade, nel 1791.

Persona particolarmente caritatevole, dedica la seconda parte della sua vita alle persone più bisognose. Un suo amico, il Signor Carl Christof Gyorwell, Direttore della Biblioteca Reale di Stoccolma, racconta che fino all’ultimo respiro “Don Paolo è apparso totalmente vigile e lucido: ha, infatti, tenute nascoste le sue parole, ma non l’ammontare delle sue ricchezze, giacché ha predisposto, esprimendo, così, la sua massima generosità, quella di donare tutti i suoi averi, ad uno sfortunato suo parrocchiano, fervente cattolico credente, dal momento che questi, a suo giudizio, è così povero da non avere neanche pochi spiccioli per comprarsi del fieno”.

Dal 1800 al 1803 Moretti scambia una vasta corrispondenza epistolare con il Cardinal Stefano Borgia Membro della prestigiosa Famiglia Borgia di Velletri, Prefetto della Congregazione per la Propagazione della Fede e riceve da costui complessivamente venti lettere. Oggi, tutti questi preziosi manoscritti sono conservati negli Archivi del Vicariato Apostolico di Stoccolma, come raccolta di lettere in una grande ottava, con il titolo di copertina “Lettres et documents concernant la mission de Suède 1783-1802”.

Frequenta i pittori svedesi, padre e figlio, Per Krafft il Vecchio e Per Krafft il Giovane, il pittore veronese Giovanni Battista Maderni e il pittore, architetto e scenografo francese Louis Jean Desprez, divenuto famoso in Svezia per aver progettato, in particolar modo, il Castello di Haga e Villa Frescati nei pressi di Stoccolma, nonché il Conservatorio del Giardino Botanico a Uppsala, inaugurato dopo la sua morte, in occasione del centenario
della nascita di Carlo Linneo.

Estenuato da continui vomiti e ammalatosi poi, in seguito ad un forte raffreddore, l’Abate Dottor Paolo Moretti, muore a Stoccolma all’età di 45 anni. Viene sepolto, alla presenza delle massime autorità italiane e svedesi nel Cimitero della Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, primo tempio cattolico nel paese, voluto da Re Giovanni III di Svezia nel 1580 e inaugurato nel 1642 dalla Regina Cristina di Svezia, dove sono sepolti anche il primo critico teatrale svedese Johan Henric Kellgren, famoso scrittore, drammaturgo e poeta luterano, il pittore cattolico italiano Giovanni Battista Maderni e il pittore e achitetto cattolico francese Jean-Louis Desprez.

Ecco, ora, alcune informazioni circa la Diocesi Cattolica di Stoccolma: La Dioecesis Holmiensis si estende su un territorio di 450.000 km2, ovvero 170.000 miglia quadrate; comprende 44 Parrocchie, che coprono l’intero paese della Svezia; è Chiesa Latina di Rito Romano; la sua Cattedrale, sede episcopale, è la Cattedrale di Sant’Erik in Stoccolma. Tutte le Cattedrali Cattoliche, dette Domkyrka, distribuite nelle città di Linköping, di Lund, di Skara, di Strängnäs, di Uppsala, di Västerås e di Växjö, nel tempo, sono state, man mano, trasformate in Chiese Luterane, come, anche, il sito Patrimonio dell’Umanità Nederluleå Kyrka a Gammelstaden.

Ecco, ancora, la lista dei Vicari apostolici dopo la Riforma: Nicolas Oster, Francia 1783 – 1790 • Rafael d’Ossery, Germania 1790 – 1795 • Paolo Moretti, Italia 1795 – 1804 • Jean Baptiste Gridaine, Francia 1805 – 1833 • Jacob Laurentius Studach, Svizzera 1833 – 1873 • Johan Georg Huber, Germania, 1874 – 1886 • Albert Bitter, Germania 1886 – 1922.

Ed ecco, infine, la lista dei Vescovi in Svezia dopo la Riforma:
Johannes Erik Müller, Germania 1923 – 1957 • Ansgar Nelson, O.S.B. Danimarca/USA 1957 – 1962 • John E. Taylor, O.M.I. Stati Uniti 1962 – 1976 • Hubertus Brandenburg, Germania 1977 – 1998 • Anders Arborelius, O.C.D., Svezia 1998 –

Alberto Macchi

Fonti:
Pietro Franchi, Vita del buon servo di Dio B. M. dal Monte, sacerdote Bolognese et missionario apostolico, Tipografia Guidi “All’Insegna dell’Ancora”, Bologna 1845.
Paolo Moretti, Finnas i Apostoliska Vikariatets i Stockholm arkiv (brevsamlingsband i stor oktav med pärmtiteln: Lettres et documents concernant la mission de Suède 1783–1802).


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