Il guerriero di Buttle Änge

Durante le ore di lezione all’università, alla facoltà di Scienze storiche archeologiche del mondo classico ed orientale, ho avuto modo di scoprire tanti casi in cui, anche solo un piccolo dettaglio, scoperto magari in posti inusuali, porti a dover riconsiderare, un poco o magari del tutto, alcune di quelle che sono le nostre conoscenze riguardo i contatti tra popolazioni, avvenuti secoli e secoli fa.

Questo potrebbe essere una statuetta, sono solo esempi per far capire, una statuetta buddhista nella tomba di un nobile vichingo, ritrovato a Helgö, una statuetta di un Ercole ritrovata nei pressi del Vallo di Adriano, e molto altro.

A volte, dopo aver fatto le dovute ricerche, che possono prendere moltissimo tempo, si scopre che magari questi determinati artefatti erano frutto di una casualità, di un complesso susseguirsi di scambi, e tutto rimane invariato, altre volte invece, si tratta di contatti tra popolazioni che credevamo non fossero correlate.

Ad agosto del 2021, presso gli scavi archeologici di Buttle Änge a Gotland, è stato fatto uno di questi ritrovamenti?

Un gruppo di studenti dell’università di Uppsala ha scoperto lo scheletro di un guerriero che parrebbe essere dell’età del ferro, un periodo che ha in sé un’enormità di anni. A restringere il range temporale, ci sono i ritrovamenti che sono stati fatti insieme al corpo; uno sperone, una spada di 80 cm fatta in bronzo, il fodero di essa che include anche elementi in legno, e vari ornamenti in bronzo.

La spada sembra essere conforme alle specifiche tecniche che si usavano nel territorio che oggi chiamiamo Europa, e che quel tipo di armamento ci fa dedurre che l’uomo fosse vivo tra il 300 ed il 500. La corporatura sembra quella di un maschio, ma sicuramente delle indagini più approfondite ci daranno maggiori dettagli.

Benché sia facile dare alla scoperta un alone di sensazionalità, e metterla nella categoria dei ritrovamenti di cui sopra, in realtà è noto, come dice e così come dice il Dottor in Högfeldt dell’università di Uppsala, da fonti mediterranee, che guerrieri delle popolazioni scandinave, che venivano, a quei tempi, considerati Germanici, servirono nell’esercito romano. Quindi è probabile che l’uomo ritrovato negli scavi abbia servito in tale esercito da cui abbia imparato tale tecnologia e stile dell’armamentario.

Aspettando nuove notizie a seguito degli studi, per ora quel che si sa è questo.

Uno Qualunque
Foto di JamesDeMers da Pixabay